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Tendenza dell’occupazione relativa al III trimestre del 2019.

Tendenza dell’occupazione relativa al III trimestre del 2019.


Occupati, disoccupati e inattivi per genere ed età
Sulla base della Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, che include tutte le forme di lavoro Autonomo e alle dipendenze, nel terzo trimestre 2019 l’occupazione stimata al netto degli effetti stagionali è pari a 23 milioni 398 mila persone, in crescita su base annua (+0,6%, +151 mila), sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente. Contestualmente si riducono la disoccupazione e l’inattività in termini sia tendenziali sia congiunturali (Tavola 3). A tali andamenti corrispondono l’aumento del tasso di occupazione su base annua (+0,5 punti) e più lieve su base trimestrale (+0,1 punti), il calo del tasso di disoccupazione in entrambi i confronti (-0,3 e -0,2 punti, rispettivamente) e la diminuzione tendenziale del tasso di inattività (-0,4 punti) che resta invece stabile a tre mesi di distanza.
Nei dati destagionalizzati il tasso di occupazione 15-64 anni (59,2%) è il più alto della serie storica e il tasso di disoccupazione si porta al 9,8%, il valore più basso dal primo trimestre 2012.


Dai dati di flusso – a distanza di 12 mesi – aumenta la permanenza nell’occupazione, in particolare tra le donne e tra i giovani di 15-34 anni. Tra i dipendenti a termine la maggiore permanenza nell’occupazione è dovuta al cospicuo aumento delle transizioni verso il tempo indeterminato.


Nelle dinamiche tendenziali sul territorio, l’aumento dell’occupazione è più accentuato nel Centro e nel Nord (+0,8% e +0,7% rispettivamente) rispetto al Mezzogiorno (+0,4%), mentre nel confronto congiunturale alla crescita nelle regioni centrali e, più lievemente, in quelle meridionali (+0,4% e +0,1%, rispettivamente) si contrappone il calo nel Nord (-0,2%).


L’aumento tendenziale dell’occupazione e del relativo tasso è più intenso per le donne, mentre nel confronto congiunturale la stabilità del numero di occupati e il lieve aumento del tasso di occupazione riguarda sostanzialmente entrambe le componenti di genere. I disoccupati diminuiscono soprattutto tra gli uomini in entrambi i confronti e la riduzione del tasso di disoccupazione, simile per entrambe le componenti di genere su base annua, riguarda solo gli uomini su base trimestrale a fronte della stabilità per le donne.


A livello tendenziale la riduzione dell’inattività e del relativo tasso coinvolge soprattutto le donne, mentre nel confronto congiunturale al calo per la componente femminile si associa la stabilità per quella maschile.


Nel terzo trimestre 2019, tra i giovani di 15-34 anni l’occupazione e il relativo tasso aumentano sia rispetto a un anno prima (+1,7%; +0,9 punti) sia rispetto al trimestre precedente (+0,4%; +0,2 punti); la disoccupazione, in entrambi i confronti, diminuisce intensamente nei valori assoluti e nel tasso (-8,5% e -1,5 punti in termini tendenziali e -4,1% e -0,7 punti in termini congiunturali) mentre il tasso di inattività scende su base annua ma aumenta lievemente rispetto a tre mesi prima. Nella classe di età 35-49 anni, malgrado il calo del numero assoluto di occupati in entrambi i confronti, il tasso di Occupazione aumenta lievemente su base annua e rimane stabile rispetto a tre mesi prima; a differenza delle altre classi di età la disoccupazione, nei valori assoluti e nei tassi, aumenta sia in termini congiunturali che tendenziali. Prosegue, infine, la crescita degli occupati, e del relativo tasso, tra i 50-64enni sia su base annua sia rispetto al trimestre precedente.


D’altra parte, le variazioni assolute dei tre aggregati per classe di età risentono della dinamica della popolazione sottostante.

Nel caso dei 35-49enni, ad esempio, a fronte di un calo di popolazione annuo del 2,3% la variazione tendenziale nel numero di occupati è meno intensa (-2,2%), e sarebbe stata positiva (+0,1%) in assenza del calo demografico. Al riguardo, la Figura 4 mostra la variazione per ciascuna fascia di età della popolazione e dei tre aggregati (occupati, disoccupati e inattivi); per tali aggregati viene riportata anche la variazione che si sarebbe avuta nell’ipotesi che a 12 mesi di distanza la numerosità della popolazione fosse rimasta invariata.4 Al netto della componente demografica, l’aumento dell’occupazione sarebbe stato più intenso per i 15-34enni, meno marcato per gli over 50 e avrebbe riguardato lievemente anche i 35-49enni. La disoccupazione sarebbe diminuita meno per gli under 35 e più intensamente per i 50-64enni, mentre l’aumento per i 35-49enni sarebbe stato più forte. Sempre al netto della componente demografica, il calo dell’inattività sarebbe stato meno intenso per gli under 49 e più marcato per i 50-64enni.


La simulazione tuttavia non include gli altri possibili effetti sottostanti alla diversa composizione per età della popolazione: dal numero di individui che concorrono per lo stesso lavoro, al diverso capitale umano impiegabile nel processo produttivo, alle differenti opportunità di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
FONTE ANPAL photo credit Anpal
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Pubblicato da evidenziatoredelweb

Sono un blogger e non un giornalista...!! BLOGGER, altruista, gentile estroverso e contro ogni forma di male verso i deboli. amo la natura, gli animali e sono contro il nucleare...

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